Feildingarchive

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Settimana di scarico nella corsa

Posted on Author Kajiran Posted in Software

  1. COME RECUPERARE AL MEGLIO IL GIORNO DOPO LA GARA
  2. Piano di scarico: come arrivare al top alla tua prossima gara
  3. Carico e scarico in allenamento: come e quando
  4. Quando possiamo/dobbiamo inserire lo scarico?

La maggior parte dei programmi. I podisti in genere hanno paura della settimana di scarico perché temono di muscolari causati dall'impatto con il terreno durante la corsa - fa diventare lo. Quando si parla di scarico ci si può riferire a due condizioni molto diverse fra di loro: di fondo lento da km (quando per esempio devono correre un m). Di solito dura una settimana; nella prima metà è consigliabile dimezzare il​. PREMESSA La seduta di scarico per molti podisti è un momento fondamentale sugli stessi muscoli, articolazioni e tendini impegnati nella corsa. Anche nella settimana di scarico, dopo un periodo di carico piuttosto lungo.

Nome: settimana di scarico nella corsa
Formato: Fichier D’archive
Sistemi operativi: MacOS. Android. iOS. Windows XP/7/10.
Licenza: Gratuito (* Per uso personale)
Dimensione del file: 39.55 Megabytes

Molti parlano di una dieta di scarico prediligendo proteine e carico dei carboidrati. È giusta? Dopo mesi di allenamento infatti è necessaria una fase di recupero. Durante la settimana di scarico non si superano mai i 10km di corsa lenta e il chilometraggio massimo che si raggiunge durante le prove ripetute non supera mai i 5 km.

Lo scopo delle ripetute è quello di stimolare la potenza aerobica che ha ceduto.

COME RECUPERARE AL MEGLIO IL GIORNO DOPO LA GARA

E — fidati! In questo modo si mantiene un programma regolare e non ci si ritrova con una valanga di tempo libero nel quale agitarsi in vista della gara.

McGehee pianifica almeno una corsa a ritmo gara o qualche km a un ritmo più veloce. Le gambe devono mantenere la capacità di girare rapidamente.

Piano di scarico: come arrivare al top alla tua prossima gara

Questi chilometri ti aiuteranno a ricordare come si spinge quando in gara arriverà il momento di doverlo fare llustrazioni di Tm Detwiler. Puoi inserire ad esempio un lavoro di prove ripetute sui 1.

Spesso gli atleti pensano che siccome stanno correndo un numero inferiore di chilometri, devono ridurre drasticamente le calorie. Errore: in questo momento devi nutrirti adeguatamente per la gara.

In teoria l'alternanza del giorno di corsa al giorno di riposo costituisce uno schema ideale di garanzia anche in ottica di prevenzione degli infortuni.

È tuttavia necessario concentrarsi maggiormente sul tipo di carico piuttosto che su una fredda analisi dei chilometri corsi o del totale delle sedute di qualità svolte. Spalmare il carico Una vecchia concezione voleva l'alternanza di allenamenti massacranti a giorni di riposo assoluto, come per dire: metto il corpo in condizioni di grande difficoltà, ne esco a pezzi, poi gli fornisco il necessario recupero per tornare efficiente, anzi più efficiente di prima.

Carico e scarico in allenamento: come e quando

In realtà questa teoria serve solo a creare una serie di violenze all'organismo e dopo una fase di rapidi adattamenti finisce per entrare in un tunnel di decrescita delle prestazioni e della forma fisica. Bisogna utilizzare i recuperi quando servono senza aver paura di deallenarsi, ma ancor prima è necessario diluire il carico nella forma migliore.

Un allenamento ben strutturato instaura un rapporto ideale con i recuperi corporei.

L'inserimento del riposo regala non solo le garanzie di effettivo recupero energetico, ma soprattutto un recupero muscolare dovuto ai ripetuti impatti con il terreno. Nel nuoto o nella bici, non avendo microtraumi da appoggio, è semplice poter lavorare più a lungo, anche tutti i giorni, e con ridotti rischi di infortunio.

La stanchezza e gli infortuni Gli infortuni sono causati da sollecitazioni atletiche che toccano punti dove la tollerabilità diventa a rischio. Vi sono alcuni elementi da valutare con la massima attenzione poiché da essi scaturiscono gli infortuni: uso improprio della forza aumento inavvertito dell'uso di forza ripetitività eccessiva di alcuni mezzi allenanti volumi esagerati ipersollecitazioni continue e frequenti troppa densità qualitativa correre in presenza problemi già manifesti ridotta resistenza dei tessuti per deficit strutturale o da usura modifica dell'assetto basale per presenza di patologie dolorose Questo un piccolo elenco generale di possibili motivi a cui ricondurre la nascita di infortuni.

Consideriamo anche il rischio di cronicizzare i problemi.

Quando possiamo/dobbiamo inserire lo scarico?

I ripetuti infortuni nel singolo comparto danno origine a situazioni degenerative. I tendini e le articolazioni sono zone da tenere nella massima salute. Il liquido sinoviale che riempie la cavità articolare o la cartilagine come elemento connettivo fondamentale per i corretti processi del movimento, vanno salvaguardati perché una volta compromessi c'è poco spazio di guarigione.

Questa nota non vuole spaventare, ma solo chiarire che quando esiste un perfetto equilibrio tra la richiesta ed il recupero si annientano i rischi da infortunio o quantomeno si riducono drasticamente. Concependo nel modo giusto le alternanze fisiologiche possiamo effettuare preparazioni anche molto impegnative, nessuna preclusione. In realtà esistono diverse tecniche di rilassamento anche in stato di veglia e per contro dei sonni agitati e poco ristoratrici.

Chi riesce a "dormire bene" ha comunque una garanzia maggiore di recuperare meglio. Durante il sonno si ha una quasi completa interruzione dei contatti motori e sensoriali che interagiscono fra cervello ed ambiente facendolo "lavorare" in maniera autonoma i sogni nascono proprio da questa attività.

La prima fase del sonno è utilissima anche se prende una piccola parte del tempo perché serve ad eliminare tutti i dati inutili che aveva messo in memoria.


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