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E' proseguito in Aula l'esame del disegno di legge: Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi nonché all'ordinamento penitenziario per l'effettività rieducativa della pena C.

Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi nonché all'ordinamento penitenziario per l'effettività rieducativa della pena. Resoconto stenografico. Descrizione Indice degli interventi Resoconto stenografico Seduta N. Download video della Seduta. Seleziona la parte delle seduta da scaricare: Parte 1 Parte 2. Personalizza le dimensioni.

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Stiamo esaminando il suggerimento. Recensioni Norme relative alle recensioni. Soltanto, a proposito di coerenza, riguardo alla pena che oggi il PD porta avanti e che noi portavamo avanti l'anno scorso, sono andato a prendere la dichiarazione del deputato Sanna del PD, che, in quella sede, disse, a proposito della pena che era stata diminuita, che: quello che stiamo facendo è un atteggiamento legislativo del tutto razionale.

Non è un atteggiamento che torna indietro rispetto alla volontà di punire severamente la condotta di cui stiamo parlando. Ora, non si capisce perché, a distanza di un anno, il collega Sanna voterà a favore, quindi, di una norma che ritiene irrazionale.

E sottolineo, Presidente, che, in quella sede, diceva: credo che il legislatore debba osservare anche un criterio, che è scritto nella nostra Costituzione, di proporzionalità della pena.

Voi, l'anno scorso, quando urlavate qui dentro, siete arrivati a mettere in ballo la Costituzione Dovreste solo stare zitti, oggi! Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Sarti. Noi sappiamo che la risposta alle domande del mio collega Bonafede è molto semplice, e cioè, siccome il reato di associazione mafiosa aveva pene più basse, non si potevano aumentare le pene del voto di scambio prima di aumentare quelle dell'associazione mafiosa. Questo aumento di pene poteva essere fatto mesi fa.

Invece no, bisognava aspettare che lo proponesse un deputato del PD, mesi dopo, e adesso va tutto bene. È la condotta che dobbiamo cambiare, è la fattispecie di questo reato che dobbiamo cambiare, non l'aumento delle pene, sia chiaro! Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Vazio. Presidente, è una cosa veramente incresciosa sentire, ascoltare parole insensate, e sputare fango su una normativa che — è bene chiarire — l'abbiamo adeguata e inserita noi.

Noi ci siamo impegnati in questo percorso ed è stato applaudito questo tipo di ragionamento. È senza senso quello che state dicendo.

Una qualche giurisprudenza dice cose poco chiare. Il richiamo alle modalità politico-mafiose è questo. Noi vogliamo questo, perché è questo che dobbiamo punire. Ma di cosa stiamo parlando? Noi dobbiamo far la gara a chi mettere in galera? La invito a concludere.

Ma abbiate pazienza, la custodia cautelare è una sconfitta della giustizia perché deve essere la punizione per uno che scappa. Noi dobbiamo punire i mafiosi e il contatto del politico quando ha un contatto con un mafioso per ottenere dei voti.

Questo è lo scambio elettorale politico-mafioso. Abbia pazienza Presidente, mi dia solo un secondo. Noi siamo intervenuti su una norma che funziona da anni, non possiamo correre dietro agli uni o agli altri. Questa è la questione! Onorevoli colleghi e colleghe, il 23 luglio scorso, all'età di 71 anni, si è spento l'onorevole Luigi Cogodi, già deputato nella XV legislatura, avvocato, esponente di spicco del Partito Comunista Sardo, poi dirigente di Rifondazione Comunista e membro del comitato scientifico di Sinistra Ecologia e Libertà.

La sua militanza politica è stata intensa e coerente, vissuta all'insegna di alti ideali e di un concreto impegno civile, costantemente rivolto alle ragioni dei più deboli e sempre attento alle questioni ambientali.

Alla passione politica Luigi Cogodi ha unito il grande amore per la sua terra, la Sardegna, di cui ha costantemente rivendicato la specificità in una visione pluralistica e non centralistica dello Stato nazione. Ai suoi familiari e al suo partito politico, Sinistra Ecologia Libertà, desidero esprimere il più sincero cordoglio mio personale e dell'intera Camera dei deputati. Per commemorare il collega Cogodi ha chiesto di parlare il deputato Michele Piras. Presidente, onorevoli colleghi, Luigi Cogodi è stato un uomo di grande forza e di grandi fragilità, come ogni uomo, o forse solamente come pochi ne nascono.

È stato un uomo di straordinarie qualità politiche e di grande carisma. È per me difficile, davvero, lo dico, contenere un ricordo in due minuti, come era difficile — chi lo conosceva lo sa — contenere un suo intervento politico. Era un figlio di quella generazione contadina e di pastori del secondo dopoguerra, nata nella povertà delle zone interne dell'isola, emancipatasi studiando giurisprudenza e attraverso la politica.

La politica come processo di liberazione delle masse e degli individui, la politica dei movimenti di popolo e della cultura della rinascita, la politica di Emilio Lussu e di Antonio Gramsci: quella grande, capace sempre di tenere unito il tema generale alla dimensione più concreta, quella che inizia a San Basilio, il suo comune di nascita, e che finisce nella storia dell'autonomia sarda.

Luigi l'eretico, prima avanguardia ecologista nel PCI industrialista degli anni Ottanta. Luigi aveva la visione di una Sardegna terra di pace e di amicizia tra i popoli, libera da basi e poligoni.

Il processo sulla vicenda dei sardi e la prima sentenza storica — mi consenta di concludere, Presidente, e mi perdoni per l'emozione — contro la dittatura argentina costituiscono la migliore dimostrazione di quella straordinaria testardaggine di un grande uomo politico, un politico di professione, come lo fu Enrico Berlinguer.

Luigi era uno che nella mia terra tutti conoscevano e tutti oggi ricordano: un uomo delle istituzioni e dell'autonomia, un difensore della Sardegna e del suo popolo, un grande, rigoroso, autoritario maestro per una nuova generazione che si affacciava alla politica negli anni Novanta ed alla quale non ha mai fatto sconti né concesso attenuanti. È per me, che con lui ho avuto l'onore di collaborare e con il quale tante volte ho dovuto litigare e che da lui tanto ho imparato, un vuoto enorme, quello che lascia un padre o, se volete, uno zio con il quale non hai fatto in tempo a fare pace.

Addio, Luigi caro. La terra, almeno quella, ti sia lieve. Ha chiesto di parlare il deputato Scanu. Per chi non lo avesse conosciuto, noi con convinzione sosteniamo che non gli è stato regalato niente in questa sentita e commossa ricorrenza.

Desidero, a nome di tutti i colleghi, evidenziare il livello della testimonianza che ha reso; una testimonianza di un impegno politico laico, inteso nell'accezione che a noi piace intendere, cioè mai fondamentalista, sempre aperto alla ricerca del nuovo, sempre disponibile al dubbio.

È stato un uomo che ha studiato e testimoniato le opere e l'esempio anche di due illustri sardi, che ricordava il collega Piras: Antonio Gramsci ed Emilio Lussu; uno che ha anche pagato per la propria attitudine alla tutela dell'ambiente, alla creazione di scenari nuovi nel mondo del lavoro, alla tutela anche dei diritti umani in ambito internazionale, come Piras ha appena ricordato.

Ha chiesto di parlare il deputato Nizzi. Grazie, Presidente, grazie, colleghi, ho avuto l'onore di conoscere Luigi allorquando ero consigliere regionale e, poi, successivamente quando da sindaco venne a trovarmi per discutere e parlare del piano straordinario sul lavoro.

Avevamo sicuramente posizioni diverse dal punto di vista politico, ma l'orgoglio di essere sardi e di lavorare per il bene della Sardegna ci ha sempre accomunato. E ancora oggi vediamo la legge urbanistica di cui fu promotore e le grandi battaglie per l'ambiente, ma soprattutto quella importantissima idea, sfociata concretamente nel piano straordinario del lavoro, che diede una grande possibilità di sviluppo in tutti i , oggi , comuni della Sardegna, che ci pone nelle condizioni di dover ricordare un grande sardo.

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Io lo ricordo come amico, nel quale mi sono riconosciuto più volte, non tanto per l'idea politica, ma per l'attaccamento alla nostra terra. E soprattutto esprimo il ricordo di una persona importante per la nostra isola. Ha chiesto di parlare il deputato Vargiu. Ricordando Luigi Cogodi a chi non lo ha conosciuto, credo che sia alto il rischio di usare parole fuori luogo perché dettate dalle circostanze.

Cogodi non le gradirebbe e credo che neppure se le meriterebbe. Nel consiglio regionale della Sardegna, dove anche io ho avuto occasione di conoscerlo, non abbiamo mai militato dalla stessa parte. Io guidavo una piccola formazione liberale e lui, erede della grande tradizione del Partito Comunista sardo, guidava il gruppo di Rifondazione Comunista. Siamo sempre stati avversari e Cogodi con gli avversari non usava il fioretto, ma la mazza chiodata.

A dirla fino in fondo, sarebbe ingiusto persino attribuire a Cogodi il solito titolo di avversario leale, che non si nega quasi mai a nessuno e meno che mai da morto. Cogodi non era leale verso gli avversari: era leale verso le proprie idee, era leale verso le proprie convinzioni, verso la parte debole della società, che intendeva rappresentare con determinazione, da comunista, senza ripensamenti.

Con gli avversari Cogodi era accanito, massacrante, asfissiante, capace di qualsiasi forma di sacrificio umano e parlamentare, pur di raggiungere gli obiettivi della parte politica che rappresentava con generosità e dedizione totale. La stessa generosità — è stato ricordato — che spese per difendere la memoria dei sardi a fianco delle madri della Plaza De Mayo.

Capisco che Michele Piras e gli amici di SEL considerino di aver perso un familiare, ma — credetemi — tutti i sardi sono in lacrime e in piedi davanti alla memoria di Luigi Cogodi. Ha chiesto di parlare il deputato Capelli. Un uomo difficile, per certi versi, che sicuramente non avrà e non gradirà neanche questo atto di commemorazione pubblica. Se ne è andato via in silenzio e il silenzio ha chiesto per la sua dipartita.

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Quel 23 luglio ultimo scorso, quando mi ha raggiunto la notizia della sua scomparsa, ho quasi rivisto un film. Ero io che mi avvicinavo a lui e forse lui dalla sua grande saggezza ed esperienza, forse si avvicinava anche lui alle mie idee.

Non posso dire di aver perso un amico, ma sicuramente ho perso un maestro: un maestro di vita politica, una persona profondamente coerente, la quale ha lasciato il segno in Sardegna nel settore ambientale con la sua legge sul piano straordinario del lavoro. È colui che si permise di definire e decidere l'abbattimento delle ville di persone note, come l'allora Ministro Gava, o persone dell'alta società. Era una persona forte e decisa, sempre pronta a difendere gli ultimi e forse anche lui ha voluto essere l'ultimo dei grandi politici sardi che ha lasciato il segno nella nostra terra, nei nostri cuori e nei cuori di tutti i miei conterranei.

Questo era l'ultimo intervento per la commemorazione dell'onorevole Cogodi; invio anche un caro saluto alla famiglia, che è presente nelle tribune. Colleghi, ora sospendo per cinque minuti la seduta, per dare il tempo alla Commissione di rientrare in Aula, che riprenderà alle 12, Riprendiamo l'esame del disegno di legge n.

Ricordo che, prima della sospensione dell'esame del provvedimento, è stato da ultimo approvato l'articolo 3. Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Molteni 3. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Rossomando. Signora Presidente, onorevoli colleghi, tutto il nostro provvedimento è un provvedimento di sistema, innanzitutto, sui tempi del processo, che sono la tutela fondamentale e primaria sicuramente per chi ha ricevuto un'offesa, per chi ha ricevuto un danno, quindi le vittime del reato, ma altrettanto sicuramente per chi è imputato in un processo.

Ed è anche un provvedimento che rivede le pene, per dare alle stesse maggiore efficacia e concretezza.

Quindi, noi innalziamo le pene per reati particolarmente gravi, che costituiscono un pericolo per la collettività, e prevediamo non la non punibilità o l'impunità o la irresponsabilità per chi commette reati o comportamenti che in qualche modo turbano la vita della collettività.

Noi prevediamo delle misure che effettivamente pongono rimedio a queste condotte. Che poi vuol dire irresponsabilità, perché pene che non possono essere effettivamente applicate, pene che poi sono sulla carta, processi che non si celebrano vogliono dire non dare nessuna risposta. Vorrei dire, sommessamente, che noi non ci siamo assolutamente rammaricati che tutte le forze politiche condividessero e votassero questo provvedimento e che lo votassero anche i colleghi del MoVimento 5 Stelle.

Di questo sono stata contenta e orgogliosa. Se dobbiamo stare all'asilo Mariuccia di chi si intesta prima sul grembiulino la medaglia, mi sembra onestamente che non sia adeguato alla serietà e alla gravità dell'argomento.

Infine, una notazione davvero conclusiva: noto che mentre per me è sempre attuale l'argomento della difesa effettiva dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura, che è vincolata alla leggi ma che ha un ambito di interpretazione, saluto con una certa sorpresa — perché era dai tempi dell'Illuminismo che non se ne sentiva parlare — che il MoVimento 5 Stelle, per bocca del collega Ferraresi, invece, desidererebbe vincolare in modo assoluto e indiscutibile l'interpretazione della legge, per quanto riguarda i magistrati.

È una cosa interessante, che fa arretrare lo Stato di diritto di alcuni secoli, ma siamo abituati a questo ed altro. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Molteni.

Intervengo sull'articolo aggiuntivo 3. Nello specifico, con quest'articolo aggiuntivo, proprio nella logica tale per cui manca una visione d'insieme — si è discusso prima dell'articolo e si discuterà sull'articolo 4, sull'aumento delle pene per i reati contro il patrimonio, il furto e il furto in abitazione in modo particolare —, in questa vostra logica disorganica, abbiamo inserito una necessità: l'introduzione di un reato, il reato di accattonaggio molesto, che prende le spoglie del reato di accattonaggio, dichiarato incostituzionale nel dalla Corte costituzionale e che abbiamo riformulato sulla base delle indicazioni della Corte.

Perché oggi assistiamo a due problemi, problemi che anche oggi nel mio territorio un'associazione di categoria, la Confesercenti, porta in evidenza facendo notare come vi siano due fenomeni, quello dell'accattonaggio molesto e quello dell'abusivismo, in disprezzo di quegli ambulanti regolari che svolgono con fatica e con difficoltà, tra mille problemi, con uno Stato nemico, la loro attività di ambulanti.

Si tratta di quella politica, quel fenomeno della mano tesa dei questuanti, dei mendicanti, di coloro i quali spesso e volentieri arrecano danno e fastidio ai cittadini e rispetto ai quali le amministrazioni, i sindaci, le polizie locali, di destra o di sinistra, della Lega, del PD, di Forza Italia o di liste civiche lamentano la mancanza da parte dello Stato non solo di risorse, non solo di strumenti materiali e pratici, ma anche di uno strumento normativo che consenta, alle amministrazioni locali di qualunque colore politico, di poter tutelare, da un lato, gli onesti, cioè quegli ambulanti che svolgono la propria attività con permessi e autorizzazioni, dall'altro quei cittadini che, ad esempio, si vogliono recare al mercato o qualunque tipo di cittadino che voglia vivere la quotidianità del proprio territorio.

L'introduzione di questo reato è perfettamente in linea con quanto fatto già in passato; viene riformulato sulla base delle indicazioni della Corte costituzionale; è uno strumento necessario che le amministrazioni locali chiedono, che i sindaci chiedono, che le polizie locali chiedono, che le forze dell'ordine chiedono; e quindi io invito a non liquidare e a non bollare semplicemente: va bene, qui stiamo parlando di altro.

Concludo, Presidente. È un emendamento utile e necessario per i territori, è uno strumento fondamentale per le amministrazioni locali, per sconfiggere la politica dell'abusivismo, per contrastare l'abusivismo, per contrastare quell'accattonaggio molesto che danneggia, dove si prevede non solo il reato, in modo particolare con la sanzione accessoria della multa, ma anche il sequestro del profitto illecito.

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Io invito l'Aula a fare una riflessione, invito l'Aula a non liquidare questo articolo aggiuntivo e ad approvarlo. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Ferraresi. Signor Presidente, io volevo invitare tramite lei, Presidente, la collega Rossomando a specificare meglio quando fa delle accuse, in particolare al sottoscritto, visto che non ha detto il perché io confonderei alcune cose: io ho semplicemente detto, nel mio intervento precedente, che il legislatore dev'essere chiaro e preciso, in modo da non lasciare troppo spazio e confusione ai giudici.

Detto questo, io invito sempre la collega Rossomando, e anche la Presidenza, a leggere il titolo dell'articolo aggiuntivo. Il titolo ci dice che questo articolo aggiuntivo introduce l'articolo , che prevede l'esercizio molesto dell'accattonaggio e pratica di attività ambulanti non autorizzate. Quindi, Presidente, credo che, visto che la collega Rossomando è anche avvocato, ed ha anche una certa esperienza, quando aspetta che i colleghi rientrino dall'Aula, almeno che lo faccia bene e parli dell'articolo aggiuntivo, perché non ha neanche citato una parola di esso.

Detto questo, Presidente, noi riteniamo che il problema dell'accattonaggio sia un problema rilevante, quindi la ci sembra giusta, ma il reato in questo senso sarebbe totalmente inefficace. Per questo dichiaro il voto contrario del MoVimento 5 Stelle.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Simonetti. Signor Presidente, intervengo per sostenere l'articolo aggiuntivo Molteni 3. Si va a prendere il biglietto della metropolitana, ci sono i rom appesi a questi banchetti che ti chiedono il resto e che fanno accattonaggio, ci sono gli immigrati clandestini che oltre a prendersi 35 euro al giorno, visto che non hanno nulla da fare tutto il giorno, sono nelle piazze a rompere le scatole e a chiedere le monete in giro, a rompere le scatole a tutti i vecchietti: mi scusi, Presidente.

E poi alla sera vanno ai tabacchini a farsi cambiare le 50, euro in monetine in banconote. Questi sono tutti reati da punire, affinché ci sia maggiore sicurezza e maggiore tutela, soprattutto delle persone più anziane. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Fedriga. Signor Presidente, io credo che non intervenire su questa materia vuol dire semplicemente la dimostrazione plastica della maggioranza di quest'Aula, che non vuole intervenire e contrastare dei comportamenti illegali.

Mi sorprende personalmente non solo la posizione del Partito Democratico: quella non mi sorprende, viste le posizioni storiche che ha sempre tenuto, ovviamente assolutamente non condivisibili; ma anche quelle MoVimento 5 Stelle che liquida tutto dicendo: tanto non servirebbe.

Perché non servirebbe? Prendiamoci la responsabilità del voto che esprimiamo in quest'Aula, e diciamo che condotte illegali devono essere sanzionate e perseguite. Questo sta a tutela dei cittadini onesti che devono avere la possibilità di vivere liberamente le proprie città ed il proprio territorio.

Non vedo quindi alcun tipo di motivazione che possa far esprimere un voto contrario rispetto a questo emendamento. Abbiamo presentato una serie di emendamenti e di articoli aggiuntivi, quelli di prima, questo e anche altri che voteremo successivamente che sono sostanzialmente delle modifiche preliminari rispetto a quanto verrà poi disciplinato con l'articolo 4.

Con questo articolo del disegno di legge si vanno ad aumentare — ne parleremo poi — alcune sanzioni riferite ad alcuni reati contro il patrimonio e io do per scontato che la maggioranza e il Governo e che anche un ministro come Angelino Alfano si siano resi conto come il problema della insicurezza e della mancanza di sicurezza tra i cittadini, in modo particolare per quanto riguarda alcuni reati specifici, soprattutto alcuni reati patrimoniali come il furto ed il furto in abitazione, siano esplosi in maniera esponenziale.

Sono esplosi in maniera esponenziale non per un'invenzione leghista, non perché la Lega parla alla pancia del cittadino, ma per una questione di puro realismo. I numeri dicono che questi tipi di reato, in modo particolare negli ultimi anni, sono esplosi in maniera particolare. E quindi, anche la maggioranza, pur vivendo a volte in un mondo parallelo, si rende conto che servono anche degli strumenti di natura normativa per poter rendere, anche con riferimento ad alcuni reati contro il patrimonio, il principio della certezza della pena un principio effettivo.

Il ladro che viene fermato oggi, nella tipicità dei casi, viene fermato, non arrestato, alla sera, e liberato al mattino, con grande beffa in modo particolare delle forze dell'ordine. Queste proposte emendative cosa chiedono? Queste proposte emendative chiedono che, per alcune tipologie di reati, che sono poi indicati, ossia reati contro il patrimonio, ma anche reati di altra natura — noi citiamo, ad esempio, in una proposta emendativa il reato di cui all'articolo , cioè lo — ci sia la possibilità, proprio per rendere ancora più repressivo e più forte lo strumento normativo e la repressione penale nei confronti di chi commette questi reati, di valutare l'ipotesi che, sia il patteggiamento, sia la sospensione condizionale della pena, non vengano applicati.

Sono purtroppo tutti strumenti di rimedio postumi rispetto alla verifica del fenomeno. Non governiamo noi e, quando abbiamo governato noi, degli strumenti alternativi sono stati trovati e riscontrati, strumenti poi sostanzialmente cancellati dai quattro anni di Governo della sinistra, dai Governi di sinistra che si sono succeduti in questi quattro anni.

Le nostre proposte emendative cercano di mettere una pezza — chiamiamola anticipatoria — rispetto al verificarsi di alcuni fenomeni.

Sono, a mio avviso, proposte emendative di buonsenso, che meritano almeno una valutazione e una riflessione da parte di quest'Assemblea e questo è il motivo per cui invito l'Assemblea a farsi carico almeno di un momento di confronto su questa e anche sulle proposte emendative successive.

Passiamo all'esame dell'articolo 4 e delle proposte emendative ad esso presentate. Se nessuno chiede di intervenire sul complesso degli emendamenti, invito la relatrice, nonché presidente della Commissione, ad esprimere il parere della Commissione.

La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Ferraresi 4. Sugli altri emendamenti il parere è contrario. Quindi, ripeto: parere favorevole sull'emendamento Ferraresi 4. Sugli altri il parere è contrario. Chiedo al relatore di minoranza di pronunciarsi sui pareri. Esprimo parere contrario sugli emendamenti Sannicandro 4.

L'identico emendamento Mantero 4. No, il parere sugli emendamenti non segnalati non lo deve dare. Esprimo parere favorevole sugli emendamenti Ferraresi 4. Sull'emendamento Ferraresi 4. Aspetti, abbiamo l'emendamento Daniele Farina 4. Esprimo parere contrario sull'emendamento Daniele Farina 4. Il parere del Governo è conforme a quello espresso dalla relatrice per la maggioranza. Passiamo alla votazione dell'emendamento Sannicandro 4.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Daniele Farina. Pur nei tempi assai limitati che abbiamo a disposizione della nostra discussione, passiamo, come noterete, dal voto di scambio elettorale politico-mafioso al furto in abitazione e al furto con strappo. Diciamo che anche questo è un articolato che non era presente nell'originario disegno di legge del Governo e che ha un nome molto chiaro.

Sia la letteratura, che l'esperienza concreta, la statistica, ci dicono che ad un aumento di pena, non corrisponde un decremento dei reati.

Ma perché allora facciamo questo? In particolare, parliamo dell'affidamento in prova ai servizi sociali, della detenzione domiciliare, della liberazione condizionale. Noi interveniamo su questo. Ora credo che questo sia un evidente cambio di rotta del Governo, o meglio della maggioranza parlamentare, perché il Governo non lo prevedeva, ed è per queste regioni, che mi sembrano assai solide, che noi ci battiamo contro questo inutile inasprimento delle pene e processo di ricarcerizzazione.

Noi voteremo contro l'emendamento soppressivo da parte di chi non considera il tema della sicurezza un tema prioritario e principale di questo Paese. Riscontro che quando il Governo ascolta la Lega, il Governo fa le cose positive. Non deve essere la Lega a cavalcare nessuna paura, non siamo imprenditori della paura, siamo semplicemente persone normali, persone perbene, che registrano le paure dei cittadini, che è cosa diversa.

Il senso di insicurezza del cittadino è un senso di insicurezza globale, ma è un senso di insicurezza soprattutto all'interno della propria abitazione. Io credo che, visto che l'abitazione è il cuore, è il nucleo di ogni famiglia, nel momento in cui un cittadino si sente insicuro a casa propria, l'allarme che viene lanciato sia un allarme particolarmente grave e importante.

Noi chiediamo che questo stesso articolo non venga mantenuto in un disegno di legge che diventerà legge probabilmente tra mesi o tra anni. Quindi, finché non diventa legge, non cambierà assolutamente nulla, l'insicurezza rimarrà tale, i cittadini continueranno ad avere paura, il ladro verrà fermato la sera e rimesso in libertà al mattino, con danno e beffa nei confronti delle forze dell'ordine e del cittadino derubato.

Noi chiediamo che questo testo, che questa norma, che questo articolo venga inserito in un decreto-legge, chiediamo che il Governo dia emergenza al problema sicurezza in questo Paese. Altrimenti attenderemo due anni, altrimenti sarà una bella norma ma non cambierà assolutamente nulla. Quindi, con coerenza, voteremo contro l'emendamento del collega Farina, a favore dell'aumento delle pene, ma con attenzione, mandando al Governo la clausola che non è sufficiente, non basta.

Da domani mattina non cambia assolutamente nulla, da domani mattina il ladro continuerà a derubare e a rimanere impunito e il cittadino continuerà a sentirsi vittima di una normativa sbagliata e di uno Stato, di un Governo che, anziché essere amico del cittadino, viene percepito dal cittadino come un nemico. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Sisto.

Poiché in materia di norme penali la coerenza del legislatore, a Forza Italia, sembra un dato irrinunciabile, le stesse ragioni che ci hanno portato a votare contro l'ingiustificato aumento di pena per quanto concerneva lo scambio politico elettorale di tipo mafioso, coniato da quest'Aula soltanto pochi mesi fa, ci induce, invece, ad essere attenti su questo aumento di pena, che riguarda reati effettivamente inquietanti per quanto concerne la quotidianità dei cittadini.

Mi sembra, quindi, che, da questo punto di vista, il voto favorevole su questa ipotesi possa essere in linea — ripeto — con la coerenza che abbiamo invocato nell'altro senso. Quindi, credo che la proposta del Governo, da questo punto di vista, trovi Forza Italia assolutamente favorevole. I pareri sono contrari. Forza Italia si asterrà su questo emendamento di aumento di pena pecuniaria, ritenendo questa scelta non rilevante ai fini dell'efficacia deterrente che la norma ha con riferimento a questi reati.

È una scelta che notoriamente, come ripeto, non ha una sua capacità ulteriormente persuasiva rispetto alla pena principale. Quindi, l'atteggiamento, pur essendo favorevole all'incremento di pena, vista la recrudescenza dei fenomeni, sarà di astensione rispetto alla scelta di incrementare la sola pena pecuniaria.

Presidente, per annunciare il voto favorevole da parte del gruppo della Lega all'emendamento del MoVimento 5 Stelle, che ricalca una serie di emendamenti che sono stati presentati anche dal gruppo della Lega stessa, non solo per aumentare la pena sanzionatoria, ma anche la multa nel caso del reato di furto in abitazione e di furto con strappo. Presidente, vede, sul tema della sicurezza sicuramente il collega Fiano, che si occupa di sicurezza per il Partito Democratico, è buon testimone del fatto che in questi anni il tema della sicurezza è stato totalmente dimenticato dal Governo, e dalla sinistra in modo particolare.

Lo riscontrano non solo i cittadini, che si sentono oggi molto più insicuri rispetto al passato, ma lo riscontrano soprattutto le forze di polizia e le forze dell'ordine, che rappresentano una forza viva del nostro Paese, rispetto alle quali credo che sia dovuto il ringraziamento per il lavoro che svolgono quotidianamente in condizioni di estrema difficoltà, a causa dell'atteggiamento irresponsabile da parte di questo Governo, in modo particolare attraverso, ad esempio, la cancellazione di numerosi presidi di sicurezza.

Se voi aumentate le pene sul furto e, quindi, agite sullo strumento normativo, ma, se, dall'altro lato, togliete alle forze di polizia e alle forze dell'ordine soldi, risorse e strumenti materiali per poter rendere applicative queste sanzioni, aumentare le pene sul furto non serve assolutamente a nulla.


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