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Planisfero da scarica


  1. GIUNTI T.V.P.
  2. Le osservazioni in classe
  3. Planisfero Vettoriale

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Nome: planisfero da scarica
Formato: Fichier D’archive
Sistemi operativi: Android. iOS. MacOS. Windows XP/7/10.
Licenza: Gratuito (* Per uso personale)
Dimensione del file: 69.73 MB

Leggi i nostri consigli Planisfero:scopri di più su Westwing Planisfero Il planisfero è una carta geografica da appendere al muro che raffigura tutti i paesi del mondo.

Nato come oggetto funzionale per i cartografi, oggi il planisfero si reinventa come accessorio di design per dare un tocco internazionale alla propria casa. Lasciati ispirare dai consigli di Westwing!

Planisfero: una breve storia A differenza del più comune mappamondo, che raffigura la Terra in modo tridimensionale e realistico, il planisfero è una rappresentazione geografica bidimensionale, che riunisce su di un unico foglio di carta tutti i paesi esistenti. Oggi il planisfero raffigura su di un unico foglio di carta tutti i paesi del globo e ci permette di contemplare la vastità del mondo con una sola occhiata.

GIUNTI T.V.P.

In generale, ti consigliamo un modello con il nome degli stati e delle capitali: sarà più facile orientarsi durante la realizzazione del progetto. In alternativa, ci sono anche i planisferi riletti in chiave artistica, stampati per esempio in tonalità pastello.

Si tratta quasi sempre di stampe prive di nomi o confini, ma decisamente più decorative dei classici modelli. A seconda del tipo di parete che il tuo planisfero andrà a decorare, puoi anche decidere di attaccare le foto direttamente sul muro.

Oppure usare un supporto di polistirolo o sughero. Vai alle Square Prints Le Retro Print sono più adatte alle foto realizzate in orizzontale, perché questo tipo di stampa presenta un formato leggermente orizzontale. Per la realizzazione del tuo planisfero, le Retro Print sono forse la scelta migliore: il bordo inferiore mette a disposizione sufficiente spazio per inserire il nome del paese meta del tuo viaggio.

Se invece vuoi un risultato più vario, puoi combinare Square Print e Retro Print e realizzare un mini-collage giocando con i diversi formati. Il planisfero fotografico: come realizzarlo, passo dopo passo Ora che hai reperito tutti i materiali che ti servono, puoi iniziare a creare il tuo planisfero.

Le osservazioni in classe

Il tempo necessario varia naturalmente dalle dimensioni del progetto che hai in mente e dal numero di foto che vuoi inserire. Passaggio 1: fissare il poster Misura il tuo supporto e il poster, e quindi segna su entrambi il centro.

In alternativa, anche la colla per fotografie o le strisce adesive per poster si prestano a questo lavoro. Posiziona il poster nel centro dello sfondo e aiutati con un panno per premere sul poster in modo uniforme.

Passaggio 2: aggiungere un testo e attaccare le foto Sulle Retro Print è possibile aggiungere un breve testo con un pennarello impermeabile. Qualunque sistema o artifizio venga adottato nella trasposizione, cioè, il risultato sarà sempre un planisfero distorto e orfano di dettagli: mantenere determinate caratteristiche equivale a perderne certe altre. Il tutto dipende allora dalla scelta del cartografo che, in funzione dei propri obiettivi, dovrà stabilire cosa salvare e cosa sacrificare.

Ne consegue che il rapporto tra distanza rappresentata graficamente e distanza reale sia fuori scala e incongruente. Se una siffatta discrepanza trova una prima giustificazione nella funzione tecnico-strumentale a cui la mappa deve assolvere, la severità della sproporzione rimanda, invece, a ragioni di carattere socio-culturale.

Il Vecchio Continente è più che un saldo punto di riferimento geografico. È anche un orizzonte valoriale incontaminabile, un paradigma rassicurante da difendere e, soprattutto, da esportare.

Questa scelta si rivela determinante poiché contribuisce a rendere più drastica la distorsione delle proporzioni. La secolarizzazione di questa carta dipenderà dunque da ragioni più profonde.

Lo sviluppo coerente di una tale intuizione si deve, prevalentemente, alla sensibilità e alla tenacia di Arno Peters, storico tedesco operante nella seconda metà dello scorso secolo. Egli nota che la deformazione cartografica di Mercatore, che privilegia in termini di centralità e grandezza taluni Paesi a danno di altri, si sia progressivamente radicata proprio mentre, col passare del tempo, gli stessi Paesi che risultano graficamente ingigantiti intraprendono processi di conquista e sfruttamento a detrimento di quelli che, guarda caso, appaiono rimpiccioliti, isolati e, in qualche modo, in una posizione di implicita subalternità.

Planisfero Vettoriale

La Carta di Peters è ricavata da un sistema proiettivo che divide il globo in cento parti. Un secondo elemento di innovatività è dovuto alla capacita della nuova carta di denunciare le ambizioni propagandistiche che si celano dietro la vecchia carta.

Comparando la carta di Mercatore e quella in proiezione Peters ci rendiamo conto di come la centralità di certe aree e la loro relativa ampiezza siano una menzogna geografica. Continenti e Paesi a sud del mondo risultano drasticamente ridotti in rapporto alla superficie e, in più, sono schiacciati verso il basso, quasi ad evocare una certa loro marginalità e subalternità.

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Sul piano socio-culturale, cioè, la Carta di Peters liquida il privilegio geopolitico di certe superpotenze e colloca sullo stesso piano Peasi industrializzati e Paesi in via di Sviluppo, accantonando ogni eventuale sponda geografica che possa alimentare dicotomie e disparità.

Nonostante la sua ambizione cartografica stenti ancora oggi a decollare, anche a causa delle imprecisioni tecniche che la sua proiezione comporta, va riconosciuto che la lezione che vi sottende rimane attuale e, soprattutto, coerente con la nostra visione.

Cooperare allo sviluppo significa, oggi più che mai, rendere sostanziale il modello equanime e paritario di convivenza umana predelineato da Peters nel suo planisfero. Significa, ancora, contrastare quelle dinamiche macro-economiche che, ancora oggi, sono compatibili con una visione di un mondo a due velocità di eurocentrica memoria. Infine, la prospettiva di Peters non soltanto è qualcosa che graficamente esemplifica, accompagna o corrobora i processi di sviluppo che Mani Tese implementa nei tre continenti in cui opera.


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