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Scaricare elettrostatica uomo

Posted on Author Kazragul Posted in Film

  1. Come si prende la scossa elettrostatica e come si può evitare
  2. Le scosse elettrostatiche
  3. SpeedPro Max Aspirapolvere senza fili
  4. ESD: LINEE GUIDA PER UNA PROTEZIONE OTTIMALE

Inoltre, sarai in grado di controllare come l'elettricità statica carica il tuo corpo, riducendo il fastidio della scarica elettrica innescata dal contatto con superfici. Come possiamo eliminare l'elettricità statica dal nostro corpo? una volta tolti dalla lavatrice è sempre bene scuoterli per farli scaricare. Anche i vestiti, soprattutto se di lana o sintetici, possono accumulare molta carica per strofinio e favorire la fastidiosa scarica. Come evitare la scossa elettrostatica. Vediamo allora come nasce la scarica elettrostatica, di che cosa si Se prendiamo il caso dell'uomo che cammina con le suole di gomma, o di.

Nome: scaricare elettrostatica uomo
Formato: Fichier D’archive
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Licenza: Gratuito (* Per uso personale)
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Le cariche elettrostatiche possono avvenire ovunque. La carica elettrostatica si produce per la frizione tra due oggetti e il risultato è un trasferimento di elettroni. L'oggetto che genera gli elettroni sperimenta una carica positiva, mentre l'oggetto che assorbe elettroni si carica negativamente. I campi elettrici generati si possono misurare e calcolare grazie ai misuratori di cariche elettrostatiche. Le cariche possono avere effetti molesti.

Un chiaro esempio è l'attrazione di particelle di polvere in oggetti carichi elettrostaticamente. In ambito domestico questo accade ad esempio sullo schermo dei televisori.

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Ma non solo, dal momento che le gomme delle automobili e i pavimenti realizzati ad hoc prevedono lo stesso tipo di soluzione. La loro creazione e realizzazione in laboratorio permette di effettuare ingegnerizzazioni tali da poter decidere, con precisione atomica, quali debbano essere le loro caratteristiche.

Il secondo metodo di cui abbiamo parlato tiene conto del fatto che è possibile far decadere la carica in maniera superficiale. Da un lato, questa tecnica permette di sfruttare a proprio vantaggio la caratteristica che gli isolanti hanno di localizzare l'eccesso di carica.

Dall'altro, quando si utilizzano dei materiali conduttori aggiunti, questo rende più semplice la dissipazione. Uno svantaggio di questa tecnica è che l'ambiente circostante influenza in maniera critica il risultato che possiamo ottenere: ancora una volta, infatti, fattori esterni ed ambientali, come l'umidità giocheranno un ruolo rilevante, tutt'altro che trascurabile. Un tasso di umidità eccessivo nell'aria provoca, infatti, un aumento di spessore dello strato di umidità, che si accumula sulle superfici del materiale isolante e questo causa la neutralizzazione delle cariche presenti per effetto dell'azione degli ioni elettrolitici.

Come si prende la scossa elettrostatica e come si può evitare

Possiamo rendere conduttivi degli isolanti trattando le superfici con agente antistatici, una tecnica ampiamente utilizzata nell'industria tessile e grafica.

Si lavora anche sui pavimenti con questo genere di metodologia ma dopo ogni lavaggio sarà necessario ritrattare la superficie. È buona norma tenere a mente che anche i tappeti, qualora presenti, vanno trattati nello stesso modo.

Nell'industria elettronica è il polietilene l'elemento base e viene realizzato aggiungendo agenti antistatici al polimero.

Esempi del suo utilizzo sono davvero frequenti nel campo dell'imballaggio piuttosto che dell'immagazzinamento e del trasporto dei componenti, specie quando sensibili. Gli opposti si attraggono Questa scoperta di Coulomb ha avuto ripercussioni rivoluzionarie ed oggi, grazie a questa considerazione, sappiamo che l'utilizzo di ioni dell'aria rappresenta un metodo utilissimo per neutralizzare le cariche all'interno degli isolanti.

La scarica Il fenomeno è molto breve, velocissimo. Ecco perché viene definito "impulso". Esso genera disturbi che si possono accoppiarsi col circuito ma, come dicevamo, il metodo dipende dalla localizzazione dell'impulso rispetto al circuito nonché dalla sua forma. Quest'ultima dipende da fattori quali la dimensione dell'operatore che lo genera, le condizioni ambientali ma anche l'impedenza di terra.

La Norma CEI EN rappresenta la formalizzazione in legge di tutti i parametri che sono stati riconosciuti "responsabili" dei fenomeni di scarica elettrostatica. Grazie all'applicazione di questa norma possiamo tenere in salvo i nostri dispositivi da diversi tipi di fenomeni potenzialmente letali. Il fenomeno è particolarmente breve nel tempo e si parla di durate inferiori al ns, davvero molto breve. La caratterizzazione in frequenza indica uno spettro che si estende oltre gli MHz.

Questo vi dà la dimensione di quale sia il contributo energetico dell'impulso. Le contromisure agli effetti della scarica si basano principalmente, come abbiamo già avuto modo di dire, sulla sua caratterizzazione.

Le scosse elettrostatiche

Bisogna studiare i percorsi conduttivi, soprattutto quelli facilitati, che le cariche trovano e grazie ai quali si esplica il fenomeno; dalla sorgente alla scarica attraverso il contenitore fino a terra e ritorno. Ogni discontinuità nel circuito verso terra diventa una sorgente di campo elettrico radiato e, come abbiamo detto, l'irradiazione è una possibile fonte di accumulo di cariche.

Nel fenomeno della scarica i disturbi sono prodotti sia in maniera radiata sia condotta e mentre i primi si propagano attraverso l'aria e si accoppiano ai circuiti, quelli condotti entrano direttamente grazie agli ingressi dei circuiti e questo avviene quando la scarica viene applicata, per esempio, direttamente l'apparecchio. Il disturbo si traduce in un nuovo campo radiato che, a sua volta, si accoppia o con il circuito stesso oppure con altri dispositivi presenti nelle vicinanze.

SpeedPro Max Aspirapolvere senza fili

Eventuali disomogeneità nell'involucro possono essere fonte di problematiche simili e a tal proposito, a maggior ragione, suggeriamo lo studio di quell'effetto di cui avevamo accennato in precedenza, ovvero il ruolo delle punte nella conduzione elettrica. Le dimensioni in gioco interessano lo svolgimento di questi fenomeni ed in genere i circuiti più densi possono dimostrare, una maggiore propensione all'insorgere di questi problemi.

Dal momento che i fenomeni interessano sia il campo macroscopico, e quindi di sistemi di grandi dimensioni sia i circuiti integrati questi discorsi vanno necessariamente affrontati in maniera parallela. La fenomenologia è la stessa anche se le dimensioni cambiano.

Ecco per quale motivo si parla del ruolo dei contenitori, dei cabinet e dei case allo stesso modo. La domanda resta: come ci proteggiamo? Se si tratta di conduttori le parti metalliche dei macchinari devono necessariamente essere collegate a terra.

Un approfondimento molto interessante a tal riguardo a che fare con quello che succede sugli aerei: se l'aereo è in volo l'isolamento "a terra" non è possibile. Che soluzioni si applicano in quel caso?

Accessori, computer e collegamenti devono quindi essere il più possibile lontani dal cabinet. Per sistemi microscopici, invece, e quindi i circuiti integrati, le soluzioni all'isolamento, come abbiamo approfondito nell'articolo che vi abbiamo indicato in eccedenza, riguardano il disaccoppiamento e la distinzione dei piani di massa, il loro partizionamento ed il loro corretto posizionamento.

Quando parliamo di materiali isolanti, il loro ruolo dovrebbe essere quello di isolare, per l'appunto, l'elettronica in maniera tale che essa non possa essere raggiunta dagli effetti della scarica. Questo genere di caratterizzazione viene fatta proprio per i circuiti integrati perché, tra i suoi molteplici aspetti, uno dei motivi per cui viene realizzato il package è proprio quello di proteggere il circuito da questo genere di fenomeni.

Ed entriamo, a questo punto, più nello specifico dei circuiti stampati. Isolare questi risulta essere l'approccio più vantaggioso perché sul circuito stampato sono assemblati la maggior parte dei componenti. Le dimensioni, inoltre, del circuito stampato sono molto piccole e, quindi, racchiudono tutte le funzionalità in uno spazio molto ridotto. Più il circuito diventa piccolo meno risulta sensibile ai disturbi radiati.

ESD: LINEE GUIDA PER UNA PROTEZIONE OTTIMALE

La soluzione consiste nel deviare la corrente prima che raggiunga circuiti sensibili. Talvolta è possibile che sia sufficiente inserire fra le linee ed il piano di riferimento una capacità da 1 nF, altre volte possono essere utilizzati i cosiddetti "anelli di guardia". Come dicevamo, i circuiti odierni sono pressoché quasi tutti digitali ed utilizzano segnali molto veloci. Un esempio sono i segnali che transitano sui bus USB, specie se 3. Tuttavia la normativa richiede che siano gestibile anche scariche dirette per i contatti fino a 8 kV.

Dispositivi di protezione E siccome tutte queste problematiche possono essere gestite tramite l'impiego di opportuni dispositivi, ecco, qui di seguito, quali sono e a cosa possono essere davvero utili: diodo Zener, una vecchia conoscenza di chi si occupa di elettronica specialmente analogica da più tempo.

Si tratta di una forma di protezione tradizionale diventata ormai inadeguata con l'aumento della velocità di funzionamento, le frequenze di clock ma soprattutto a causa dell'incremento subito dalle capacità parassite che bypassano le alte frequenze, con relativa ed annessa distorsione del segnale; diodo TVS, ovvero uno Zener modificato al quale sono stati aggiunti in serie dei normali diodi allo scopo di ridurre la capacità che scende fino a valori da 5 pF.

Per segnali particolarmente veloci questa potrebbe ancora essere una capacità troppo grande; MOV, dispositivi con capacità ancora più bassa 3 pF ; MOS, dispositivi con capacità pari a 1 pF ed una protezione contro le scariche elettrostatiche superiori a 8 kV; dispositivi realizzati con i polimeri che, oltre alla proprietà di avere un'impedenza dipendente dalla tensione applicata, presentano una bassa capacità, addirittura inferiore ai MOS.

E, dal momento che abbiamo parlato di circuiti analogici, macroscopici, ma anche di circuiti digitali e circuiti integrati, cerchiamo delle linee comuni negli interventi utili per difenderci in tutti questi casi. Prima regola, fondamentale: mettere a terra tutte le parti metalliche esposte. Se i circuiti sono racchiusi in un contenitore metallico, omogeneo, questo deve essere collegato mediante un solo punto a terra.

La massa dei circuiti interni deve essere collegata al contenitore in un unico punto. Se la capacità di disaccoppiamento fra il contenitore ed i circuiti interni è elevata, va necessariamente aggiunto uno schermo fra i due.

Il collegamento fra la massa dei circuiti interni ed il contenitore nonchè il punto di messa a terra del contenitore stesso deve essere in prossimità degli ingressi; in questo modo si accorcia il percorso della corrente che si scarica e la si allontana dai circuiti interni. È importante isolare con inserti di plastica i circuiti stampati. E torniamo proprio ai PCB e agli integrati.

Dal momento che i problemi principali sono legati alla densità di piste e componenti a parità di area, gli effetti si tramutano in fenomeni di irradiazione di modo comune, per effetto delle alimentazioni, radiazioni di modo differenziale per i circuiti chiusi, anelli di retroazione, che si comportano come antenne ma anche radiazioni dovute alla comunicazione delle porte logiche e quindi annessa risposta transitoria.

Per risolvere questi problemi, dal momento che le correnti a radiofrequenza di diversi dispositivi percorrono insieme tratti comuni di piste e per effetto della loro induttanza ai capi di questi tratti si sviluppa la differenza di potenziale, è fondamentale minimizzare proprio l'induttanza.


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